Si chiamano punti di memoria quelli installati sul lungomare con la tecnica delle "pietre d'inciampo" in memoria delle vittime della ndrangheta. Un esperienza unica in Calabria, almeno per quanto riguarda l'argomento, sulla scorta di un'esperienza analoga a Berlino per tutti i deportati dai nazisti nei campi di sterminio o a Buenos Aires per i desaparecidos.

L'iniziativa presentata ieri nel corso della conferenza stampa svoltasi nella sala biblioteca della Provincia alla presenza dell'assessore alle politiche sociali di Monasterace Angela Belluzzi e della dirigente della Provincia Maria Teresa Scolaro, rientra tra le attività del progetto "Arcipelago della Memoria" e con il Museo della Ndrangheta che rappresenta l'ente attuatore. Inciampi, come ha affermato l'assessore provinciale alle Politiche giovanili Attilio Tucci, "che servono per redificare la memoria dei giovani, punto fondamentale dell'attività del Museo". Oltre al lungomare questo tipo di attività interesserà lo stesso Museo della Ndrangheta con la prossima installazione di un monumento ad hoc ed un altro nel Comune di Monasterace, da sempre collaboratore del progetto. "Questa azione - spiega Claudio La Camera, coordinatore del Museo - è il perno del concetto di musealità diffusa, cioè la tecnica di riappropriazione culturale e dello spazio dal momento che il passare del tempo inevitabilmente cancella la memoria degli eventi storici che si sono verificati in determinati luoghi. Ed allora segnalare, valorizzare e far parlare i luoghi di un determinato spazio da la possibilità di ricordare eventi di una certa rilevanza." Ecco quindi le pietre dell'inciampo, a Berlino ne esistono circa 40 per ricordare la fine del nazismo e della presenza della Ddr nella Germania dell'Est, ma anche a Roma il sindaco Alemanno ha deciso all'inizio di quest'anno di installarne alcune

in ben sei municipi, per ricordare le vittime dell'odio razziale e le deportazioni naziste. Un'occasione per conoscere, quindi, eventi che si sono svolti in quel determinato spazio. "Un po' diverso dai monumenti - dice ancora La Camera - perchè nei loro riguardi abbiamo ormai fatto l'abitudine. Ecco quindi un altro elemento che desta curiosità e riflessione". Dodici saranno le mattonelle in bronzo, due già fissate sul lungomare all'altezza dell'infopoint comunale vicino la pineta Zerbi. La pietra reca la frase "In memoria con chi ha lottato contro la ndrangheta". Parola chiave, memoria, essenziale per La Camera per il contrasto culturale alla ndrangheta. "Non è qualcosa che appartiene al passato come qualcuno potrebbe intendere, ma la memoria la stiamo costruendo adesso, come la storia che va sistematicamente rivisitata". Un esercizio di memoria che per gli addetti ai lavori con la ndrangheta ha fatto quotidianamente "il primo livello di consapevolezza di Accettazione di una realtà di una città in cui c'è stata sempre una sorta di ritrosità nell'accettare questo fenomeno negativo". Nessun nome sulle pietre, solo perchè l'obiettivo del progetto non è quello certo di celebrare particolari persone ma tutti coloro che si sono battuti contro questo triste fenomeno.

Le sculture ricordano le “pietre d’inciampo” installate al centro di Berlino di fronte alle abitazioni degli ebrei deportati nei campi di sterminio, o le mattonelle colorate di Buenos Aires nei luoghi in cui sono stati sequestrati i “desaparecidos”. I fatti di sangue hanno lasciato in Calabria un’eredità di memorie divise che sopravvivono malgrado il trascorrere delle generazioni.
Ferite non ancora cancellate presso alcuni, indifferenza presso altri, minacciano di prolungare la stasi di un passato che non passa e che condiziona la pensabilità del futuro. I segni che rinviano a quelle vicende, a loro volta, rischiano di restare come luoghi di una memoria congelata o come tracce destinate a sparire per sempre.
Un nuovo progetto con Casa memoria Felicia e Peppino Impastato
La “Fondazione CON IL SUD” ha selezionato due nuove iniziative “esemplari” nell’ambito della linea di intervento “Progetti Speciali e Innovativi”: in Puglia, in Calabria e Sicilia.
In Calabria sarà avviato il progetto “Un ponte per la memoria” rivolto soprattutto alle nuove generazioni, attraverso lo sviluppo di un percorso di conoscenza e “demitizzazione” delle mafie, ponendo le basi per la creazione di una memoria condivisa. L’iniziativa vede il partenariato dell' Associazione Antigone Museo della ‘ndrangheta con la Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato, l’Associazione Musica e Cultura e l’Associazione Culturale Proskenion. I giovani, dagli alunni delle scuole medie agli universitari, saranno coinvolti nella realizzazione di documentari, ricerche e incontri pubblici.

